Parrocchia Maria SS. del Carmelo
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 Arcidiocesi di Palermo

 


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IL Dogma dell'Immacolata Concezione
 

CHE COSA E' UN DOGMA DI FEDE

        Il catechismo della Chiesa cattolica cosi definisce i dogmi della fede (88ss):" Il Magistero della Chiesa si avvale in pienezza dell'autorità che gli viene da Cristo quando definisce qualche dogma, cioè quando, in una forma che obbliga il popolo cristiano ad un'irrevocabile adesione di fede, propone verità contenute nella Rivelazione divina, oppure verità che a quelle sono necessariamente collegate."

 

SECOLI  DI  DISPUTE  TRA  I  TEOLOGI

     Prima di arrivare alla dogmatizzazione, il mistero che indicava Maria immune dal peccato - quello «originale» trasmesso al genere umano da Adamo ed Èva - era stato oggetto di violente dispute fra i teologi di tutti i tempi. In ogni religione il dogma è una verità rivelata da un essere soprannaturale e pertanto si pone ai confini fra il mondo fisico e quello metafisico.
        Per secoli i padri della Chiesa cattolica si sono impegnati nel cercar di spiegare come fosse stato possibile che il figlio di Dio si incarnasse nel grembo di una donna che, per il solo fatto di essere nata, era macchiata dalla colpa primigenia. E furono molti coloro che si opposero all'idea che Maria potesse essere nata «immaco­lata». Sono celebrità che vanno da Agostino di Ippona a Bernardo di Chiaravalle, da Anselmo di Aosta al domenicano Tommaso d'Aquino, il quale riteneva impossibile postulare che una creatura terrena fosse nata senza peccato e pertanto simile a Dio.
       Il culto dell'Immacolata si era diffuso nella Chiesa d'Occidente per l'influsso di quella orientale in cui veniva praticato fin dal V secolo. In Europa le prime testimonianze su questa devozione sono sorprendentemente attestate in Gran Bretagna dove essa è indicata fin dal secolo XI in tre calendari liturgici in data 8 dicembre.
       Uno dei massimi mistici e teologici inglesi, John Duns Scoto, appartenente all'ordine dei frati minori di San Francesco, risolse la vexata quaestio in modo geniale, contribuendo ad accrescere la sua fama di «Dottor Sottile». Secondo Scoto, la Madonna fu immune dal peccato originale fin dalla creazione del mondo, per cui ella nacque già immacolata in quanto predestinata ad accogliere l'incarnazione del figlio di Dio «prima di tutti i tempi». 
      Grazie al contributo scotista il culto dell'Immacolata si diffuse ulteriormente, e a tal punto da essere riconosciuto in via ufficiale sia da Sisto IV nel 1480, sia da Alessandro VII nel 1661. Ma nessuno di loro osò definire quel mistero come un dogma di fede. I contrasti fra i teologi domenicani e quelli francescani erano ancora e sempre troppo aspri, sebbene il concilio di Trento si fosse positivamente espresso sulla «concezione immacolata della Vergine Maria».  

 

PROCLAMAZIONE DEL DOGMA DELL’IMMACOLATA

       
       
Pio IX celebrava l'evento l'8 dicembre del 1854, un venerdì, in una basilica di San Pietro gremita da oltre cinquantamila persone. Egli, attorniato da cinquantatre cardinali e novantanove vescovi, dichiarava, con voce ferma, che la «beatissima Vergine Maria, nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, fu preservata immune da ogni macchia di col­pa originale». Il tutto appariva in modo assai documentato nella celebre encicli       Sembra che il Papa, durante la sacra funzione, nell'atto di pronunciare le formule del rito, sia stato investito da un abbagliante fascio di luce. E il fenomeno aveva del miracoloso poiché in quel periodo dell'anno in nessun punto della basilica apostolica i raggi del sole potevano arrivare fino a terra. Maggior scalpore suscitarono nella primavera del 1858 le apparizioni della Vergine a Bernadette Soubirous, una povera e analfabeta bambina di Lourdes, una cittadina ai piedi dei Pirenei.
          La fanciulla affermò di aver visto nella grotta di Massa-
Bielle una «bella signora» la quale, nella sua sedicesima apparizione, le disse di essere L'immaculada Counceptiou. Per la Chiesa, che si apprestava a vivere uno dei momenti più tesi della sua storia millenaria, era quella una fulgida testimonianza che andava a confermare l'infallibile operato del suo sommo pastore.